Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani.

Seneca
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mercoledì 20 novembre 2013

Sarde in agrodolce


Per preparate questo delizioso piatto per 4 persone occorrono:


  • 24 sarde 
  • 3 cipolle bianche o ramate
  • olive verdi denocciolate
  • capperi
  • uva passa
  • pinoli
  • una tazzina di aceto + una tazzina d'acqua
  • 1 cucchiaino da the di zucchero
  • sale q.b.
  • olio di oliva per friggere.

Iniziate togliendo alle sarde la testa e i visceri.
Lavatele bene e mettetele sgocciolare.
In una ciotola mettete della farina  e un pizzico di sale.
Infarinate le sarde e friggetele in abbondante olio d'oliva.


Mettetele in una ciotola e intanto affettate sottilmente le cipolle e cuocetele a fuoco moderato nella stessa padella con lo stesso olio nel quale avete fritto le sarde.


nel frattempo preparate un ciotola con le olive, i capperi, l'uva passa e i pinoli


quando le cipolle saranno a metà cottura aggiungete questi ingredienti e continuate la cottura


Preparate adesso un bicchiere con una tazzina da caffè di aceto, una tazzina da caffè di acqua e un cucchiaino da the di zucchero e mischiate bene


Non appena le cipolle saranno quasi a fine cottura, versateci su questo liquido e lasciate cuocere ancora 5 minuti


Assaggiate il tutto, regolate di sale, e versate le cipolle sulle sarde precedentemente preparate.



Adesso potete anche gustarle così, ma se le lasciate riposare qualche ora, o addirittura se le mangiate il giorno dopo saranno ancora più buone.

Ciao
Antonella









giovedì 22 marzo 2012

il mio pane




Ed eccomi qui con il mio primo pane realizzato con il lievito madre.
Questa volta è venuto abbastanza mangiabile.

C'è qualcosa che non mi convince nella crosta, trovo che sia un po spessa e dura.

Per i ricordi che ho di quando ero bambina dovrebbe venire un pane più alto e con la crosta più sottile, ma per quanto riguarda quest'ultima cosa penso che sia dovuto alla cottura.

Questo l'ho fatto nel forno di casa e non ho superato i 200° di temperatura, anche perchè il mio forno è vecchiotto e lì si ferma, se provo ad aumentare un po la temperatura si spegne.

Quello che ricordo io invece veniva cotto nel forno a legna....ma non importa... continuerò a provare provare provare provare provare provare provare....fino a che non sarà perfetto.

Se volete darmi consigli, sono qui, li accetto molto volentieri.
Grazie.

venerdì 2 marzo 2012

lievito madre

Ricordo che da bambina mia madre faceva il pane in casa, lo impastava col lievito madre, che noi chiamavamo "criscenti", lo faceva lievitare bene e poi lo portava dal fornaio che lo infornava nel forno a legna, assieme al pane impastato da altre signore.
Ogni famiglia metteva un segno particolare sulle proprie pagnotte, in modo da riconoscerle appena sfornate.
Era un rito, più o meno settimanale.
Certo non si mangiava il pane fresco tutti i giorni, ma a me piaceva,
Il pane lievitato col lievito madre è buono anche dopo diversi giorni.

E allora?

Sarà che sto invecchiando e mi tornano in mente tempi lontani.
Sarà che questo modo di vivere sempre di fretta, sempre sotto stress, pieno di cose e di alimenti realizzati chimicamente, mi ha stancato.
Ma ho tanta voglia di tornare ad una vita più semplice, ad un modo di vivere più a contatto con la natura.
Ma questo non è possibile, e allora, non potendo fare grandi cambiamenti (che non dipendono da me)ho iniziato a fare piccoli cambiamenti, piccoli esperimenti.
Uno di questi è stato quello di far nascere il lievito madre...lu criscenti.

Ecco come ho fatto
Molto semplicemente, ho messo in un bicchiere acqua e farina e ho mescolato fino ad ottenere una pastella di media densità.
Siccome non avevo a casa ne miele, ne uvetta o altra frutta secca zuccherina, ho messo un pizzico di zucchero (ma proprio un pizzico) e l'ho lasciato lì, in cucina, con un tovagliolo sopra per un paio di giorni.
Già dopo due giorni ho iniziato a vedere le bollicine d'aria che cominciavano a formarsi e anche l'odore iniziava a sapere di lievito.
Dal terzo giorno ho iniziato ogni 2/3 giorni ad aggiungere acqua e farina, per nutrire il lievito, e poi piano piano ho continuato fino a farlo diventare proprio un panetto.
Adesso (dopo circa un mesetto) è così:




Un panetto che sta riposando in frigo in attesa del prossimo nutrimento.

Qualche giorno fa ho anche provato a fare il pane.
Non è venuto un gran chè, un po per la mia inesperienza, un po perchè il lievito è ancora molto giovane, ma io l'ho mangiato lo stesso, per affetto!

venerdì 15 gennaio 2010

Ciambella al limone

Oggi mi andava di preparare un dolce, ma una cosa semplice e genuina, così molto velocemente ho fatto una ciambella al limone.

Si inizia frullando per bene un limone intero non trattato e privato dei semi
(io ho usato un limone raccolto dal mio alberello, quindi più che sicuro).



poi si trasferisce in una ciotola e si aggiunge un bicchierino (da caffè) di olio extravergine d'oliva (e anche qui io ho usato quello dei miei alberelli).



tre uova intere (purtroppo non ho le galline, eccimancherebberoanchequelle!)



un bicchiere di latte (eccimancherebbepurelamucca!)



poi ho miscelato assieme 300g di farina 200g di zucchero ed una bustina li lievito vanigliato ed ho versato nell'impasto sempre mescolando per bene



Alla fine si versa il tutto in uno stampo imburrato ed infarinato e si inforna a 150° per circa 40 minuti.
Mi raccomando il forno deve essere già caldo



e questo è il risultato



E' chiaro che con un robot da cucina si fa tutto più velocemente e in un solo contenitore.
Ma il mio si è rotto e quindi faccio "all'antica" che va bene lo stesso.

Volendo il limone può essere sostituito da una piccola arancia e alla fine la ciambella può anche essere decorata con una spolverata di zucchero a velo.
Ma è buonissima anche così

A presto
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