Ricordo che da bambina mia madre faceva il pane in casa, lo impastava col lievito madre, che noi chiamavamo "criscenti", lo faceva lievitare bene e poi lo portava dal fornaio che lo infornava nel forno a legna, assieme al pane impastato da altre signore.
Ogni famiglia metteva un segno particolare sulle proprie pagnotte, in modo da riconoscerle appena sfornate.
Era un rito, più o meno settimanale.
Certo non si mangiava il pane fresco tutti i giorni, ma a me piaceva,
Il pane lievitato col lievito madre è buono anche dopo diversi giorni.
E allora?
Sarà che sto invecchiando e mi tornano in mente tempi lontani.
Sarà che questo modo di vivere sempre di fretta, sempre sotto stress, pieno di cose e di alimenti realizzati chimicamente, mi ha stancato.
Ma ho tanta voglia di tornare ad una vita più semplice, ad un modo di vivere più a contatto con la natura.
Ma questo non è possibile, e allora, non potendo fare grandi cambiamenti (che non dipendono da me)ho iniziato a fare piccoli cambiamenti, piccoli esperimenti.
Uno di questi è stato quello di far nascere il lievito madre...lu criscenti.
Ecco come ho fatto
Molto semplicemente, ho messo in un bicchiere acqua e farina e ho mescolato fino ad ottenere una pastella di media densità.
Siccome non avevo a casa ne miele, ne uvetta o altra frutta secca zuccherina, ho messo un pizzico di zucchero (ma proprio un pizzico) e l'ho lasciato lì, in cucina, con un tovagliolo sopra per un paio di giorni.
Già dopo due giorni ho iniziato a vedere le bollicine d'aria che cominciavano a formarsi e anche l'odore iniziava a sapere di lievito.
Dal terzo giorno ho iniziato ogni 2/3 giorni ad aggiungere acqua e farina, per nutrire il lievito, e poi piano piano ho continuato fino a farlo diventare proprio un panetto.
Adesso (dopo circa un mesetto) è così:
Un panetto che sta riposando in frigo in attesa del prossimo nutrimento.
Qualche giorno fa ho anche provato a fare il pane.
Non è venuto un gran chè, un po per la mia inesperienza, un po perchè il lievito è ancora molto giovane, ma io l'ho mangiato lo stesso, per affetto!
Shiakka...sono io
venerdì 2 marzo 2012
lunedì 30 gennaio 2012
quilt a tappe ...finito
Ed ecco il mio quiltino montato e trapuntato.
Come noterete ho apportato una piccola modifica in fase di assemblaggio.
In realtà nella realizzazione dei blocchi, forse per una svista o per eccesso di entusiasmo avevo realizzato quattro blocchi farfalla, invece che due, e allora nell'assemblare il tutto mi è sembrato che fosse più bello montare il quilt in questo modo.
I blocchi con i tulipani li userò per un altro progetto, magari per fare due bei cuscini....vedremo.
Intanto sono soddisfatta del risultato ottenuto.
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venerdì 13 gennaio 2012
Quilt a tappe
Con il gruppo di PatchworkCaffè tempo fa ho iniziato la realizzazione di un progetto ideato da Serena Badioli che è stato chiamato "quilt a tappe".
Quilt a tappe perchè lo stiamo realizzano a piccoli passi...a tappe... un blocco alla volta.
I primi blocchi sono stati dei semplici square in a square, eccoli
a seguire ci sono stati i blocchi con le farfalle in appliquè.
Il terzo blocco era un fiore da realizzare con la tecnica del paper piecing
Quarto ed ultimo blocco quello centrale:
Una ghirlandina con foglie e cuoricini, molto romantica.
Anche questo blocco in appliquè
Adesso non resta che assemblare il tutto secondo lo schema e procedere alla trapuntatura.
Ci vorrà ancora un po di tempo, ma vi prometto che appena possibile vi mostrerò il risultato.
Vorrei ringraziare qui Serena che ha progettato questo quilt molto bello, a mio parere, e che mi sto davvero divertendo a realizzare.
Ciao amiche, a presto
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mercoledì 4 gennaio 2012
La mia amica Paola mi ha fatto conoscere questa poesia di Gabriel Garcia Marquez.
La scrisse quando gli fu diagnosticato un tumore alla gola.
E' una poesia triste, ma bellissima.
Sicuramente molte di voi la conosceranno....ma è così bella che rileggerla è sicuramente un piacere.
IL BURATTINO DI STRACCI
Se per un istante Dio dimenticasse che sono un burattino di stracci e mi ragalasse uno pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma sicuramente penserei molto a ciò che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono ma per ciò che significano. Dormirei poco, sognerei di più, sapendo che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi perdiamo sessanta secondi di luce.
Camminerei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano e mi godrei un buon gelato al cioccolato!
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei in maniera semplice, mi sdraierei beato al sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima.
Mio Dio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sopra il ghiaccio e attenderei il sorgere del sole.
Innaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle spine e il bacio incarnato dei loro petali…
Dio mio, se io avessi un pezzo di vita… Non lascerei passare un sol giorno senza dire alla gente che amo, che l’amo. Convincerei ogni donna ed ogni uomo che sono loro i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.
Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano pensando che smettono d’innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono d’innamorarsi.
Ad un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con l’oblio.
Tante cose ho imparato da voi uomini…
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato stringe per prima volta il dito di suo padre con la sua piccola mano, lo afferra per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro dall’alto verso il basso soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma in realtà non potranno servirmi molto, perché quando leggerete questa lettera starò morendo!
La scrisse quando gli fu diagnosticato un tumore alla gola.
E' una poesia triste, ma bellissima.
Sicuramente molte di voi la conosceranno....ma è così bella che rileggerla è sicuramente un piacere.
IL BURATTINO DI STRACCI
Se per un istante Dio dimenticasse che sono un burattino di stracci e mi ragalasse uno pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma sicuramente penserei molto a ciò che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono ma per ciò che significano. Dormirei poco, sognerei di più, sapendo che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi perdiamo sessanta secondi di luce.
Camminerei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano e mi godrei un buon gelato al cioccolato!
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei in maniera semplice, mi sdraierei beato al sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima.
Mio Dio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sopra il ghiaccio e attenderei il sorgere del sole.
Innaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle spine e il bacio incarnato dei loro petali…
Dio mio, se io avessi un pezzo di vita… Non lascerei passare un sol giorno senza dire alla gente che amo, che l’amo. Convincerei ogni donna ed ogni uomo che sono loro i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.
Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano pensando che smettono d’innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono d’innamorarsi.
Ad un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con l’oblio.
Tante cose ho imparato da voi uomini…
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato stringe per prima volta il dito di suo padre con la sua piccola mano, lo afferra per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro dall’alto verso il basso soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma in realtà non potranno servirmi molto, perché quando leggerete questa lettera starò morendo!
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venerdì 30 dicembre 2011
Per finire in bellezza questo 2011 che bellissimo di certo non è stato, voglio mostrarvi la mia ultima fatica creativa.
Si tratta di un table runner che io stessa ho disegnato e che ho realizzato con la tecnica patchwork per il fondo, più l'appliquè per l'uva.
Le stoffe che ho usato sono le classiche cotonine americane con fantasie minute e per il trapunto ho cercato di non discostarmi dal tema per cui ho trapuntato (a macchina) foglie e grappoli d'uva.
Un po di trapunto a mano, invece, l'ho fatto tutto attorno all'appliquè per far venire fuori meglio la decorazione.
Spero vi piaccia, e se volete scaricare gratuitamente il disegno, lo potete fare dalla barra laterale qui a destra fra i "tutorials dal web".
E il mio regalo per voi, per iniziare bene il nuovo anno, sperando che un po più di generosità e un po meno egoismo, da parte di tutti, possano aiutarci a superare le difficoltà di ogni genere.
A presto
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patchwork
lunedì 26 dicembre 2011
in bocca al lupo
Quest'anno non ho avuto nemmeno il tempo di farvi gli auguri di Natale.
Mi perdonate?
E allora prima che finisca questo anno terribile, iniziamo a fare tutti gli scongiuri possibili ed immaginabili perchè il 2012 non prosegua su questa linea.
Mi raccomando, non buttiamo le cose vecchie, ma impariamo ad aggiustare, riciclare e rammendare (cose che noi donne creative sappiamo fare da sempre), perchè se continua così non avremo nemmeno i soldi per comprarle le cose nuove.
E allora ragazze...in bocca al lupo a voi tutte e alla nostra Italia da "rammendare" per il 2012.
E che Dio ci aiuti.
Mi perdonate?
E allora prima che finisca questo anno terribile, iniziamo a fare tutti gli scongiuri possibili ed immaginabili perchè il 2012 non prosegua su questa linea.
Mi raccomando, non buttiamo le cose vecchie, ma impariamo ad aggiustare, riciclare e rammendare (cose che noi donne creative sappiamo fare da sempre), perchè se continua così non avremo nemmeno i soldi per comprarle le cose nuove.
E allora ragazze...in bocca al lupo a voi tutte e alla nostra Italia da "rammendare" per il 2012.
E che Dio ci aiuti.
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auguri
domenica 4 dicembre 2011
la forza del gruppo
Domenica scorsa sono stata alla presentazione del libro "la forza del gruppo".
Presentazione organizzata dall'associazione di promozione sociale "l'altrasciacca".
Niente di eccezionale, direte voi, se ne fanno tanti di libri e altrettante presentazioni. Verissimo, però stavolta credo che sia un po diverso, perchè questo libro è un libro che parla di cose reali, ma è un libro "positivo" che spinge alla "positività".
A parte i soliti interventi di qualche politico che è venuto a fare la solita "passerella" senza nemmeno avere idea del contenuto del libro, sono stati molto belli ed interessanti gli interventi degli autori e quelli del Dott. Ruvolo e della sua signora, Margherita La Rocca (le donne siamo sempre più concrete e dirette), che hanno parlato delle loro esperienze nel campo lavorativo e del volontariato.
Potrei dire tante cose per spiegarvi di cosa parla questo libro,
ma siccome nessuno meglio degli autori può farlo, vi rimando a questo sito
http://www.ilsensodellorchidea.it/index.php
andatelo a vedere, è interessantissimo.
Buona lettura.
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